L’intervento di cheratoplastica  lamellare prevede la sostituzione della  parte esterna del tessuto corneale anziché dell’intera cornea (cheratoplastica perforante ).

L’intervento garantisce una buona qualità visiva quando viene asportato tutto il tessuto corneale in profondità conservando il solo endotelio corneale e la sovrastante membrana di Descemet  ( intervento chiamato DALK ) o vengono lasciate poche decine di microns di tessuto al di sopra della membrana di Descemet ( PD-DALK ).

La tecnica chirurgica prevede:  la separazione del tessuto corneale dalla membrana di Descemet,  che si ottiene iniettando una bolla d’aria all’interno della cornea, l’asportazione del tessuto sovrastante la membrana di Descemet, l’impianto di un lembo corneale di donatore,  a cui a sua volta sono state  asportate endotelio e membrana di Descemet, la sutura sul ricevente del lembo donatore.

Fig. 1 Una bolla d’aria viene iniettata all’interno del tessuto corneale per ottenere la separazione dello stroma corneale dalla membrana di Descemet.
cheratoplastica lamellare

Fig. 2 Dopo aver asportato il tessuto del paziente viene impiantata una cornea di donatore priva di endotelio e membrana di Descemet
image003

Nel caso in cui non si sia ottenuto una separazione del tessuto corneale dalla membrana di Descemet iniettando la bolla d’aria,  si deve procede ad  asportate manualmente il tessuto corneale fino a avvicinarsi il più possibile alla membrana di Descemet e quindi impiantare il lembo del donatore.

La cheratoplastica lamellare anteriore , DALK o PD- DALK è da preferire alla cheratoplastica perforante poiche garantisce i seguenti vantaggi:

  •  viene conservato l’endotelio corneale del paziente e così eliminato  il rischio che si verifichino reazioni antigeniche rivolte contro l’endotelio del donatore che costituiscono la prima e più seria causa di rigetto del trapianto di cornea.
  • la conservazione dell’endotelio del  paziente, che possiede un numero di cellule ed una vitalità superiore all’endotelio della cornea del donatore, garantisce al trapianto una sopravvivenza decisamente più lunga.
  • è una chirurgia a bulbo chiuso, quindi più sicura.  Viene minimizzato il rischio legato al verificarsi di un’emorragia espulsiva, evento non frequente ma molto temibile  in caso di cheratoplastica perforante,  che viceversa può costituire un evenienza del tutto irrilevante durante un intervento di cheratoplastica lamellare.
  • vengono escluse le complicanze derivanti dall’ assenza della camera anteriore per  scarsa tenuta della ferita chirurgica.

Torna alle patologie e terapie