La cornea costituisce la parte anteriore del bulbo oculare. Con una forma che molto grossolanamente ricorda una sezione di una sfera e un diametro tra gli 11 e i 13 millimetri, con il diametro orizzontale di poco maggiore di quello verticale, costituisce una lente che svolge un ruolo fondamentale per la visione. Strutturalmente la cornea è costituita da un epitelio, che si genera a livello del limbus sclerocorneale formato da 5-6 strati di cellule, dalla membrana di Bowman, dallo stroma costituito da lamelle di collagene ordinatamente disposte fra di loro in modo da conferire al tessuto un’ adeguata trasparenza , dalla membrana di Descemet e dall’endotelio. Quest’ultimo strato, l’endotelio, riveste un ruolo di fondamentale importanza nel mantenimento della trasparenza corneale. Infatti lo stroma corneale, per sue caratteristiche osmotiche tende a richiamare acqua al suo interno che aumenta la distanza fra le lamelle di collagene e riduce la trasparenza del tessuto. Questo effetto è bilanciato dall’endotelio che svolge un’azione di pompa richiamando acqua al di fuori dello stroma. Un danno all’endotelio riduce il numero di cellule efficienti e impedisce un’efficace azione di pompa, provocando una perdita irreversibile della trasparenza corneale. Tale perdita di trasparenza è spontaneamente irreversibile poiché le cellule endoteliali non si rigenerano.

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Fig. 1  Schema che mostra le strati di cui è costituita la cornea

Tutte le condizioni patologiche che riducono la trasparenza della cornea ( malattie infettive, degenerative, traumi) o che ne alterino le caratteristiche geometriche (degenerazioni stromali come il cheratocono o la degenerazione corneale pellucida ) in modo sufficientemente grave da alterare la capacità visiva possono vnire curate con un trapianto della cornea ovvero la sostituzione del tessuto malato con dell’altro sano prelevato da un donatore.

Oggi si possono eseguire diversi tipi di trapianto:

  • la cheratoplastica perforante che consiste nella sostituzione della cornea in toto. Questo intervento è da riservarsi ai casi in cui ci sia un danno che interessa la cornea in tutto il suo spessore.
  • La cheratoplastica lamellare anteriore profonda descmetica o predescmetica (DALK o PD-DALK) L’indicazione alla cheratoplastica lamellare vi è per tutte le malattie della cornea che riducono significativamente la qualità visiva ma in cui à preservata l’integrità dell’endotelio corneale. Malattie degenerative come il cheratocono o la degenerazione corneale pellucida, degenerazioni stromali profonde , opacità corneali esiti di traumi o di processi infettivi hanno nella cheratoplastica lamellare la più corretta soluzione terapeutica. In particolare la cheratoplastica lamellare è particolarmente indicata i quelli patologie in cui i rischi di rigetto del lembo trapiantato sono maggiori come le opacità esiti di cheratite erpetica o di traumi con marcata alterazione della superficie oculare.
  • La cheratoplastica endoteliale (DSAEK e DMEK) è indicata nei pazienti che presentano una perdita di trasparenza della cornea a causa di una malattia dell’endotelio corneale. Danni all’endotelio corneale possono verificarsi per diverse cause: degenerazioni congenite, esiti di interventi chirurgici, attacchi di glaucoma, malattie infiammatorie croniche dell’occhio.

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