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CORREZIONE LASER IPERMETROPIA

CORREZIONE LASER IPERMETROPIA

Gli interventi di chirurgia refrattiva laser sono, ormai da molti anni,  una soluzione sicura ed efficace che permette di liberarsi dalla dipendenza da occhiali e lenti  a contatto.

Non sono solo i miopi a poter usufruire di questa opportunità. E’ meno nota, ma altrettanto efficace, la possibilità di correggere un altro difetto visivo: l’ipermetropia

L’ipermetropia  è un difetto presente fin dall’infanzia ma che spesso si manifesta  solo dopo  i 40 anni di età, quando viene meno la capacità di variare la messa a fuoco, funzione che decresce con l’età e si esaurisce  completamente intorno ai  55 anni.

Il soggetto ipermetrope intorno all’età di 40 anni inizia ad aver bisogno di occhiali per la visione nitida da vicino e dopo qualche anno necessita anche di occhiali da lontano o di occhiali progressivi che correggono entrambe le distanze.

 E’ possibile oggi correggere efficacemente l’ipermetropia con un intervento laser eliminando  lenti per lontano e  vicino. Attività come leggere il display  del telefono cellulare o vedere nitidamente il cruscotto dell’automobile vengono svolte senza occhiali mentre l’uso di lenti per vicino è, al massimo, limitato alla sola lettura di caratteri molto piccoli e in condizioni  di scarsa luminosità.

 Per questo tipo di intervento la tecnica laser da preferire è la tecnica lasik con laser a femtosecondi

IL TRATTAMENTO LASER

IL TRATTAMENTO LASER PER CORREGGERE I DIFETTI REFRATTIVI E’ PIU’ SICURO DELLE LENTI A CONTATTO

Oggigiorno è sempre piu’ diffuso l’uso delle lenti a contatto per correggere difetti come miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Il mercato offre  un’ampia scelta ampia di lenti molto confortevoli da indossare: dalle morbide giornaliere alle lenti quindicinali o mensili che sono in grado di correggere tutti i difetti visivi. Ciò porta le persone ad utilizzare a lungo le lenti,  indossandole spesso anche in situazioni potenzialmente rischiose come fare la doccia o nuotare in piscina.

E’ utili ricordare però che le lenti spesso si trasformano in un terreno di coltura di batteri o altri microorganismi e quando si produce un’alterazione  della naturale barriera di protezione che è l’epitelio della cornea, possono essere causa di infezioni  della cornea anche gravi. La più temibile delle quali  è la cheratite da Acanthamoeba, un microrganismo molto diffuso presente sia nell’acqua che nel terreno.

La comparsa di arrossamento dell’occhio e senso di corpo estraneo sono i sintomi che devono fare rimuovere le lenti. Essi sono infatti i segni indicativi di una sofferenza della superficie oculare che spesso precede il danno dell’epitelio.

Per i portatori di lente a contatto , in particolari per coloro che soffrono di questi sintomi una alternativa sicuramente meno rischiosa è ricorrere alla correzione laser. Contrariamente a quanto si possa pensare, oggi le  varie tecniche di correzione laser: PRK , LASIK e SMILE, se correttamente pianificate, sono un ‘alternativa più sicura all’utilizzo delle lenti a contatto, e permettono di eliminare in modo definitivo il loro uso.

Correzione dei difetti visivi

Interventi per correggere i difetti visivi: quando ricorrere al laser e quando alla chirurgia del cristallino.

Per correggere difetti visivo quali miopia, ipermetropia e astigmatismo si può ricorrere ad un intervento laser, che modifica la curvatura della cornea o eseguire un intervento di rimozione del nucleo del cristallino (facoexeresi) associata ad un impianto di una una lente intraoculare ad elongazione di fuoco (lente Edof ) che non solo corregge un difetto visivo come la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo ma permettono di correggere anche la presbiopia, ossia l’incapacità di mettere a fuoco da vicino, funzione che si comincia aperdere dopo i 45 anni di età.


Quali criteri devono indirizzare nella scelta del’intervento?


Il primo fattore da considerare è l’eta in cui viene affrontato l’intervento. Persone al di sotto dei 40 anni devono essere sicuramente indirizzate alla chirurgia laser. Queste persone infatti presentano un cristallino trasparente e conservano la capacità di mettre a fuoco le immagini per vicino. A ciò si deve aggiungere il trattamento laser , nel caso dell’ipermetropia, determina un incurvamento della porzione centrale della cornea che migliora ulteriormente la visione da vicino.

Diversa è la cosa per le persone sopra i 50 anni. In questo caso l’intervento di focoexeresi con l’impianto di una lente edof permette di correggere il difetto per lontano e assicurare una buona visione da vicino come nessun intervento laser è in grado di fare.

Il secondo elemento da considerare è l’entità del difetto da correggere. I valori massimi correggibili con il laser variano in funzione dello spessore e della curvatura della cornea tuttavia, di solito, con il laser non è possibile correggere miopie oltre 8-9 diottrie ipemetropie e astigmatismi oltre 4-5 diottrie.
Per difetti più alti bisogna ricorrere alla chirurgia del cristallino nel caso dei più giovani, ricorrere all’impianto di lenti intraoculari aggiuntive che vengono inserite davanti al cristallno chiamate lenti fachiche.

DISPONIBILE INNOVATIVO TRATTAMENTO PER LA CURA DELL’OCCHIO SECCO

Da oggi presso il nostro sudio di Milano è possibile effettuare un innovativo trattamento per la cura dell’occhio secco (PRENDI UN APPUNTAMENTO)

LM® Low-level Light Therapy è una tecnologia di fotobiomodulazione unica, basata sulla luce.
Tale tecnologia è stata originariamente utilizzata dalla NASA per il trattamento degli astronauti nello spazio.
La LM® LLLT agisce a livello biologico, generando calore endogeno attraverso potenti LED che stimolano la produzione di ATP nelle cellule, attivando l’emissione di calore endogeno di entrambe le palpebre.

Zero dolore, efficacia estrema

La terapia di fotobiostimolazione resa possibile dalla LM® LLLT è una tipologia unica di terapia della luce prossima all’infrarosso (i.e., Near-infrared Light Thearpy, NILT) è completamente indolore per il paziente, ma estremamente efficace nella gestione di un gran numero di patologie della superficie oculare, come la disfunzione delle ghiandole di Meibomio (i.e., Meibomian Glands Dysfunction, MGD). La LM® LLLT viene impiegata su diverse lunghezze d’onda (Rosso, Blu, Giallo), ciascuna con un differente ambito applicativo

  • Luce Rossa
    • Utilizzata per ridurre l’infiammazione e stimolare la produzione di ATP Punti chiave sulla LM® LLLT Rossa:
      ① Migliora il metabolismo cellulare grazie all’aumento di produzione di ATP nei mitocondri
      ② Riduce l’infiammazione regolando le difese anti-ossidanti e riducendo lo stress ossidativo
      ③ Attivazione dei fattori di trascrizione e vie di segnalazione, indotta dalla luce
      ④ Quando si applica un trattamento da 15’, la dose di energia sull’area trattata è pari a 100 Joules/cm2
      ⑤ Riscalda entrambe le palpebre alla temperatura ottimale per ridurre l’infiammazione (i.e., 42°C)
      Utilizzi in Oftalmologia: Occhio Secco (DED)/Disfunzione delle Ghiandole di Meibomio (MGD), Calazio, Orzaiolo, Sindrome di Sjögren, Blefarite, Pre/Post Chirurgia Refrattiva, Ectropion
  • Luce Blu
    • Utilizzata per l’eliminazione dei batteri Punti chiave sulla LM® LLLT Blu:
      ① L’energia della luce blu viene assorbita da molecole chiamate porfirine che si trovano all’interno dei batteri, portando alla loro fotosensibilizzazione
      ② L’esposizione alla luce può provocare l’inativazione fotodinamica, un processo in cui i batteri vengono inattivati dalla luce
      ③ Le molecole di porfirina generano dei radicali di ossigeno singlet che danneggiano o distruggono la parete cellulare in una varietà di batteri gram-positive, portando alla morte cellulare
      ④ Il meccanismo di difesa relativamente debole dei batteri contro i singlet di ossigeno induce un danno che contribuisce all’elevata efficienza della inattivazione fotodinamica
      Utilizzi in Oftalmologia: Demodex, Blefarite, Rosacea
  • Luce Gialla
    • Utilizzata per il drenaggio e la riduzione del gonfiore Punti chiave sulla LM® LLLT Gialla:
      ① Agisce sul sistema linfatico per ridurre il gonfiore e favorire il drenaggio
      ② La luce gialla agisce sulla respirazione mitocondriale aumentando la produzione di ATP
      ③ Promuove il rilascio di ossido nitrico per favorire la neurotrasmissione e la riparazione dei tessuti
      ④ Diminuisce la risposta infiammatoria riducendo l’edema
      Utilizzi in Oftalmologia: Post-chirurgia Invasiva (e.g., Blefaroplastica)

BENEFICI


Gli studi scientifici hanno dimostrato come il trattamento attraverso la tecnologia LM® LLLT migliori drasticamente la qualità della produzione lacrimale, quasi raddoppiando il tempo di rottura delle lacrime, portando in ultima analisi ad un immediato miglioramento dei sintomi. Di conseguenza, il trattamento ha migliorato di 10 punti o più l’indice della malattia della superficie oculare (i.e., Ocular Surface Disease Index, OSDI) dei pazienti, in oltre il 70% dei casi, con un solo trattamento

Studi termografici condotti di recente hanno dimostrato come le ghiandole di Meibomio superiori e inferiori vengano trattate simultaneamente e direttamente alla temperatura ottimale, ossia 42°C, attraverso la LM® LLLT. La Light Modulation® LLLT innesca un riscaldamento endogeno di entrambe le palpebre, stimolando la produzione di ATP e rimuovendo le ostruzioni alle ghiandole di Meibomio che ne impediscono il corretto funzionamento— e lo fa senza alcun disagio per il paziente.

Fonte: LM® LLLT

YAG LASER PER GLAUCOMA ACUTO

Prevenzione
Un trattamento di iridotomia YAG laser, eseguito ambulatorialmente, previene il verificarsi di questa malattia invalidante.
Si raccomanda, pertanto, a tutte le persone con difetto ipermetropico elevato di sottoporsi a una visita oculistica e a un esame dell’angolo della camera anteriore.

Terapia
La terapia del glaucoma acuto è rivolta ad ottenere un rapida riduzione della pressione oculare.
Essa si avvale di mannitolo somministrato per via endovenosa, di inibitori dell’anidrasi carbonica  e di colliri miotici.
Ottenuta una riduzione della pressione, va eseguita un’iriditomia con laser YAG, se possibile, o altrimenti per via chirurgica.

TERAPIA DELL’OCCHIO SECCO

Per instaurare una corretta terapia dell’occhio secco è necessario riconoscerne la causa: se è dovuto a eccessiva evaporazione o a una ridotta produzione di lacrima.
Occorre, inoltre, valutare e, se possibile, correggere, ove presenti, una ridotta sensibilità per alterazione dell’innervazione, un’incompleta chiusura delle palpebre, una malattia infiammatoria della congiuntiva o una concomitante blefarite.
Per il trattamento dell’occhio secco vengono utilizzate:

– Lacrime artificiali 
L’uso frequente di lacrime artificiali può essere efficace per tutti i tipi di occhio secco.
Le lacrime artificiali più viscose permangono sulla superficie oculare più a lungo, mentre le lacrime artificiali che contengono lipidi polari, come la glicerina, riducono l’evaporazione; entrambi i tipi sono particolarmente utili nella cheratocongiuntivite secca da evaporazione. Lacrime artificiali in pomata o in gel applicate prima di dormire sono particolarmente utili quando i pazienti presentano lagoftalmo notturno o irritazione al risveglio.
La maggior parte dei casi viene trattata adeguatamente per tutta la vita con questa terapia sostitutiva.
Spesso può essere utile rimanere idratati, usare umidificatori ed evitare ambienti secchi e ventosi.
È importante non fumare ed evitare il fumo passivo.
In alcuni casi, può essere indicata l’occlusione del puntino nasolacrimale. 
La ciclosporina topica e un supplemento di acido grasso alimentare ω-3, possono costituire un utile contributo per alcuni pazienti.
 I pazienti con occhio secco da eccessiva evaporazione spesso beneficiano di un trattamento della blefarite concomitante e rosacea associata.
I rimedi terapeutici sono i  seguenti:
– Applicazione di caldo umido attraverso impacchi caldi d’acqua, o attraverso l’utilizzo di altri dispositivi.
– Pulizia del margine palpebrale con salviette contenente prodotti antisettici o schiume o gel contenenti Tea Tree Oil, e/o pomate e colliri antibiotici contenenti Tetraciclina.
– Cortisonici di superficie (ad es: Idrocortisone) in collirio
– Tetracicline per bocca, ad es: Doxaciclina  50 o 100 mg  per bocca 1 volta/die in caso di dermatite rosacea (controindicata nei pazienti in gravidanza o allattamento).

TERAPIA DEL GLAUCOMA ACUTO

Prevenzione
Un trattamento di iridotomia YAG laser, eseguito ambulatorialmente, previene il verificarsi di questa malattia invalidante.
Perciò, si raccomanda a tutte le persone con difetto ipermetropico elevato di sottoporsi a una visita oculistica e a un esame dell’angolo della camera anteriore.

Terapia
La terapia del glaucoma acuto è rivolta a ottenere una rapida riduzione della pressione oculare.
Essa si avvale di mannitolo somministrato per via endovenosa, di inibitori dell’anidrasi carbonica e di colliri miotici.
Ottenuta la riduzione della pressione, va eseguita un’iriditomia con laser YAG, se possibile, o altrimenti occorre intervenire per via chirurgica.

TERAPIA E INTERVENTI PER GLAUCOMA CRONICO

La terapia del glaucoma ha lo scopo di ridurre la pressione oculare a valori sufficienti ad arrestare la progressione del danno del nervo ottico. 
Generalmente, riducendo la pressione oculare entro i valori  normali, meglio se al di sotto di 15 mmHg, si assiste a una stabilizzazione del campo visivo.
Diverse categorie di  farmaci, che vengono somministrati in collirio, sono in grado di ridurre la pressione oculare.

Essi sono:

  • Betabloccanti
  • Simpatico mimetici
  • Inibitori dell’anidrasi carbonica
  • Prostaglandine

Alla terapia ipotonizzante con collirio possono essere associati farmaci che migliorano il trofismo del nervo ottico, detti neuroprotettori, i quali vengono somministrati per bocca.
Tra questi la più studiata è la Citicolina.
Qualora la terapia farmacologica risulti insufficiente, è possibile ridurre la pressione oculare attraverso trattamenti laser: argonlasertrabeculoplastica; o la più moderna trabeculoplastica selettiva SLT, intervento ripetibile a differenza del primo; oppure ricorrere a un intervento chirurgico.

INTERVENTI CHIRURGICI
La chirurgia del glaucoma ha lo scopo di ridurre la pressione oculare, creando una via di deflusso alternativo dell’umor acqueo dalla camera anteriore dell’occhio.
Gli interventi per il glaucoma vengono eseguiti in anestesia locale.
E’ molto importante monitorare nel periodo post operatorio il grado di filtrazione dell’umor acqueo, che non deve essere ne insufficiente ne eccessivo.
Esistono varie opzioni chirurgiche:

Trabeculectomia
E’ un intervento che crea una comunicazione diretta tra la camera anteriore dell’occhio e lo spazio sottocongiuntivale, attraverso l’asportazione di un tassello del tessuto dell’angolo corneo sclerale e la creazione di uno sportello nella sclera.
E’ indicato per il glaucoma ad angolo aperto, ad angolo stretto, per il glaucoma pigmentario e per il glaucoma pseudo esfoliativo.

Sclerotomia profonda
In questo intervento viene creato uno spazio nella sclera, rimuovendo un tassello di tessuto che favorisce la fuoriuscita dell’umor acqueo senza una diretta comunicazione con la camera anteriore.
E’ indicato per il glaucoma ad angolo aperto, per il glaucoma pigmentario e per il glaucoma pseudo esfoliativo, non per il glaucoma ad angolo stretto.

Impianto di dispositivi drenanti
L’intervento consiste nell’impianto di un dispositivo drenante, l’umor acqueo, dalla camera anteriore.
Questo dispositivo può essere o non essere valvolato.
Tale intervento è indicato nei glaucomi con pressione più difficile da normalizzare, compreso il glacuoma neovascolare, nel caso in cui il paziente conservi una residua acuità visiva.

MIGS ( minimally invasive glaucoma surgeries)
Si tratta di interventi in cui vengono introdotti dispositivi che drenano l’umor acqueo.
E’ una chirurgia mini invasiva che, tuttavia, ottiene risultati limitati in termini di riduzione della pressione oculare.

Ruolo dell’intervento di cataratta
Spesso l’intervento di glaucoma viene fatto precedere o associato all’intervento di cataratta.
Ciò per alcuni motivi:

  • L’asportazione della cataratta contribuisce da sè alla riduzione della pressione oculare.
  • L’intervento di glaucoma favorisce la comparsa di cataratta.
  • L’esecuzione dell’intervento di cataratta dopo l’intervento di glaucoma può ridurre l’effetto filtrante di quest’ultimo.

L’INTERVENTO LASER MIOPIA

La miopia può essere corretta con un intervento laser con le tecniche PRK, LASIK e SMILE.
I valori di miopia che si possono correggere con il laser dipendono dallo spessore e dai valori delle curvature della cornea, e dal diametro della pupilla.
Di solito si possono correggere con il laser fino a 8-9 diottrie di miopia.
L’intervento di correzione laser è un intervento ambulatoriale della durata di alcuni minuti ed è indolore. 
L’anestesia viene eseguita con anestetico in collirio e l’intervento richiede che il paziente sia collaborativo.
Con l’intervento di PRK si ottiene un recupero visivo che permette di riprendere le abituali attività come leggere o guidare dopo 8-10 giorni, mentre con l’intervento di LASIK o SMILE il recupero è pressochè immediato ed è possibile svolgere queste attività già dopo 1-2 giorni.
Dopo l’intervento il paziente dovrà instillare colliri per qualche mese e proteggere gli occhi dal sole con occhiali scuri.
La  scelta di quale intervento eseguire verrà fatta dal chirurgo oculista in base all’entità del difetto da correggere, alle curvature e allo spessore della cornea, allo stato della superficie oculare, alle abitudini di vita e all’età del paziente.
Per ulteriori informazioni sulla chirurgia laser e sulle tecniche PRK, LASIK e SMILE si veda la sezione: intervento laser PRK, LASIK, SMILE.

CHIRURGIA REFRATTIVA (DOMANDE SU)

Quali sono i defetti  che si possono correggere con la chirurgia refrattiva?
E’ possibile correggere  miopia, ipermetropia e astigmatismo. La correzione della presbiopia presenta forti limiti: buoni anche se parziali risultati si ottengono con la correzione laser se la presbiopia  associata all’ipermetropia. Una possibile altra soluzione per corregere la presbiopia, da attuarsi nella correzione laser di un difetto refrattivo, è la miopizzazione dell’occhio non dominante in modo da privilegiarne la visione da vicino. Per verificare se questa condizione è ben sopportata è consigliabile riprodurla prima dell’intervento facendo indossare lenti a contatto.  Buoni risultati nella correzione della presbiopia infine si ottengono nell’intervento di facoexersi con impianto di lenti multifocali.

Da che età è consigliabile eseguire un intervento di chirurgia refrattiva?
Il criterio  è la stabilità del difetto refrattivo, quando cioè il difetto è stabile da un certo tempo perché l’occhio ha completato il suo periodo di crescita anatomica?

Fino a che valore si può correggere la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo?
I limIti della correzione laser dei difetti refrattivi sono dettati dalla necessità che la cornea conservi adeguate caratteristiche geometriche e strutturali. La cornea costituisce la principale lente dell’organo della vista. Il trattamento laser modifica la curvatura della cornea appiantendola nella correzione della miopia e dell’astigmatismo miopico e incurvandola nella correzione di ipermetropia e astigmatismo ipermetropico. Inoltre la correzione laser comporta la rimozione di tessuto e quindi un assotigliamento della cornea. Entrambe queste modificazioni devono avvenire entro certi limiti.
Si può affermare che mediamente è possibile correggere la miopia fina a 8-9 diottrie,  ipermetropia fino a 4-5 diottrie e l’astigmatismo fino a  5 diottrie.

Fino a  che età è possibile sottoporsi alla chirurgia refrattiva?
Non esiste un età limite per sottoporsi alla chirurgia refrattiva. E’ però necessario che i tessuti oculari siano normali: Il cristallino non presenti segni di cataratta e la lacrimazione sia adeguata.

Quali tecniche si possono usare nella chirurgia refrattiva laser?
Si distinguono tecniche di superficie: PRK, lasek,   queste tecniche prevedono la rimozione dell’epitelio con vari metodi e il rimodellamento della cornea sottostante con il laser ad eccimeri.
La lasik che prevede la conservazione dell’epitelio attraverso la creazione di un lembo superficiale di cornea contenente l’epitelio. Questo lembo viene ribaltato per eseguire il trattamento con laser ad eccimeri e poi riposizionato. Il lembo in origine veniva  creato con uno strumento tagliente meccanico: il microcheratomo. L’avvento del laser a femtosecondi, un laser che permette di creare un piano nel tessuto corneale senza produrre tagli, ha reso questa tecnica precisa e sicura.
Un ultima tecnica chiamata Smile prevede l’ asportazione dall’interno dello stroma corneale di un lenticolo di tessuto ottenuto con il laser a femtosecondi di spessore determinato in base al difetto da correggere.

Quali sono le differenze fra la  lasik con laser a femtosecondi e la PRK?
La tecnica lasik con laser a femtosecondi garantisce gli stessi risultati della PRK ma consente un recupero visivo molto più rapido. Già il giorno dopo l’intervento la qualità della visione  è tale da consentire  di svolgere una vita normale. Inoltre  questo intervento evita i postumi fastidiosi e talvolta dolorosi che si manifestano i primi 2 o 3 giorni dopo l’esecuzione della PRK.
Tuttavia non tutti i pazienti sono candidabili all’intervento di lasik con laser a femtosecondi. Devono presentare uno spessore corneale sufficientemente elevato per poter da essere sottoposti a questo intervento. Inoltre per i soggetti più giovani, per i quali vi è  una maggior rischio di progressione nel tempo e quindi maggior probabilità di necessitare di un ritrattamento, è preferibile eseguire un intervento di PRK poiché il ritrattamento presenta minori difficoltà

Quali differenze ci sono nel decorso operatorio fra la tecnica PRK e lasik?
Le differenze sono nei tempi di recupero e nelle caratteristiche del decorso post operatorio. Quando si esegue una PRK si rimuove l’epitelio corneale che impiega circa 3 giorni per rigenerarsi. In questo periodo l’occhio lacrima e la visione è annebbiata. Dopo la riformazione dell’epitelio la qualità della visione migliora progressivamente e di solito, dopo 8-10 giorni , è possibile riprendere le attività abituali. Quando si esegue una lasik il decorso post operatorio è indolore e immediato. Il paziente può già vedere bene il giorno dopo.

In base a quale criterio viene scelto l’intervento di PRK o lasik?
L’intervento di lasik eseguito con il laser a femtosecondi presenta gli stessi profili di sicurezza dell’intervento di PRK mentre offre tempi di recupero più rapidi e minor fastidi post operatori. Per questi motivi quando è possibile  è il trattamento da preferire. Tuttavia nell’intervento di lasik  il trattamento viene eseguito a maggiore profondità rispetto alla PRK quindi è necessario che la cornea presenti uno spessore sufficiente a renderla idonea al questo trattamento. Per questo motivo valori di miopia molto elevati difficilmente potranno essere trattati con la tecnica Lasik. Al contrario la presbiopia in cui viene trattata la periferia della cornea, vanno preferibilmente  trattati con  la tecnica Lasik.
Per i ragazzi più giovani la PRK  è il trattamento di scelta poiché in queste persone la probabilità che il difetto nel tempo possa ulteriormente progredire è più alta e i  ritrattamenti sono più semplici da eseguire con PRK. Stessa scelta a favore della PRK và fatta per gli sportivi che eseguono attività a rischio di trauma, poiché un trauma corneale in un occhio sottoposto a PRK è potenzialmente meno dannoso  che in un occhio sottoposto a lasik.

Quali sono le possibili complicanze degli interventi di chirurgia refrattiva?
E’ importante nella chirurgia refrattiva una corretta scelta dei candidati. Non tutti i pazienti per età, condizioni generali, condizioni oculari ed entità del difetto possono essere sottoposti ad intervento. Una corretta selezione del paziente evita la comparsa di complicanze di rilievo.
Possibili complicanze sono la regressione ovvero un minima ricomparsa del difetto refrattivo entro il primo anno per effetto dei processi ripartivo-cicatriziali che interessano la cornea e, nel caso della PRK, la comparsa di haze, ovvero una lieve riduzione della trasparenza corneale che può comparire nei primi mesi dopo l’intervento. Con i laser che si utilizzano oggi queste complicanze sono rare e sono curabili con un’adeguata terapia medica in collirio.

E’ possibile sottoporsi ad intervento di chirurgia refrattiva con il Sistema Sanitario Nazionale?
I livelli essenziali di assistenza prevedono l’erogazione degli interventi di chirurgia refrattiva con il sistema sanitario nazionale nei seguenti casi: astigmatismo superiore alle 4 diottrie, differenza di difetto refrattivo tra i due occhi di almeno 4 diottrie solo per l’occhio con il difetto più elevato, difetti refrattivi esito di  interventi chirurgici sull’occhio.

E’ possibile la correzione di difetti che non possono essere trattati con il laser?
Per difetti di entità troppo elevata per essere corretti con la chirurgia laser si può ricorrere all’impianto di una lente intraoculare segueno questi criteri:
nelle persone giovani che ancora conservano la capacità di messa a fuoco da vicino è possibile impiantare una  lente intraoculare conservando il cristallino, sempre che l’occhio presenti lo spazio sufficiente per poter introdurre una lente.  Queste lenti possono essere introdotte in camera anteriore davanti all’iride a cui vengono fissate o dietro all’iride tra quest’ultima e il cristallino.
Per persone oltre i 40-45 anni è possibile eseguire un intervento di facoexeresi (asportazione del nucleo del cristallino con impianto di lente nel sacco capsulare). Questo intervento, che nella modalità di esecuzione è analogo all’estrazione di cataratta, permette di correggere miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia con l’introduzione di lenti multifocali.