Il cheratocono è una degenerazione corneale caratterizzata da un progressivo sfiancamento della cornea. Ciò si verifica per una debolezza strutturale dello tessuto corneale a causa di  un’alterazione su base genetica dei legami tra le fibre collagene che la compongono.

La cornea per poter svolgere la propria funzione di lente deve conservare determinate  caratteristiche geometriche. normalmente presenta una forma grossolanamente emisferica  con una maggiore curvatura nella parte centrale, uno spessore minore al centro che aumenta spostandosi verso la periferia. Nel cheratocono si verifica un progressivo assottigliamento della cornea con uno sfiancamento del tessuto in corrispondenza del punto più sottile. Ciò conferisce alla cornea una forma appuntita che ricorda il cono. Lo sfiancamento corneale può essere localizzato al centro della cornea o, più frequentemente, nella emicornea  inferiore a variabile distanza dal centro (fig. 1).

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Nell’immagine a sinistra è raffigurata una cornea con normale curvatura. A destra una cornea con cheratocono centrale.

Il cheratocono può comparire nella prima o seconda decade ed avere evoluzione più o meno grave che termina di solito intorno ai 40 anni. Nelle forme meno gravi lo sfiancamento corneale genera miopia e astigmatismo . Se la deformazione corneale è più rilevante la geometria della cornea viene gravemente alterata con grave compromissione della qualità visiva. Nei casi estremi l’assottigliamento e lo sfiancamento del tessuto possono provocare perdita di trasparenza, formazione di pieghe e  perforazione della cornea.

Diagnosi

Oggigiorno è estremamente semplice porre diagnosi di cheratocono. Una topografia corneale, esame che ormai è possibile eseguire in moltissimi studi oculistici, permette di evidenziare un cheratono rilevando uno sfiancamento significativo della superficie anteriore della cornea ( fig. 2 ). La diagnosi deve essere confermata con l’individuazione di un assottigliamento e di uno sfiancamento della superficie posteriore della cornea in corrispondenza dello sfiancamento anteriore. Queste valutazioni possono venire eseguite con un tomografo corneale. Una periodica valutazione di questi tre elementi  permette  inoltre di monitorare nel tempo la malattia e di inviduarne la progressione.

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Fig. 2 Topografia corneale di una cornea affetta da cheratocono. L’area colorata in rosso evidenzia un settore della cornea con una curvatura più accentuata corrispondente alla zona ectasica

Terapia del cheratocono

Si distinguono

  • Una terapia che ha lo scopo di arrestare l’evoluzione della malattia: il cross linking corneale
  • Terapie che hanno lo scopo di migliorare la qualità visiva,

esse sono:

  • La correzione con occhiali  che corregge difetti refrattivi prodotti dall’ectasia, di solito miopie e astigmatismo, è da riservarsi alle forme  di modesta entità ( cheratocono frusto ) dove non vi è una grave compromissione della geometria corneale.
  • La correzione con lenti a contatto si riserva ai casi più evoluti. In questo caso viene sfruttata l’azione meccanica della lente che comprime e regolarizza la cornea.
  • L’inserzione di anelli corneali intrastromali
  • La cheratoplastica lamellare descmetica

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